Sanzioni per la pubblicità televisiva di un casino online

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Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio non lascia dubbi: ritiene responsabile quel professionista, che ha l’obbligo appunto come tale, di chiarezza e di verità nella sponsorizzazione dei propri prodotti, principalmente nel settore del gioco e delle lotterie dove, si sa, che l’utente agisce a volte di netto impulso, e dove il comportamento di quest’ultimo può essere condizionato da messaggi pubblicitari, di non trasmettere spot ingannevoli sul contenuto delle regole del gioco e sulla reale ed effettiva possibilità di successo.

Con questa motivazione, quindi, come si legge sulla migliore guida ai casino online Casinoguru.it, i Giudici del Tar hanno respinto il ricorso di una società concessionaria contro il divieto di messaggi pubblicitari a mezzo della rete, schede di gioco e locandine, al fine della promozione di “un gioco a premi numerici”, prospettando la possibilità di vincere 4mila euro al mese per venti anni. La motivazione trae origine dalla possibile violazione degli artt.20-21 e 22 del Codice del Consumo, laddove si ritiene insufficiente la specificazione che se qualora vi fossero stati più vincitori nella stessa estrazione la somma totale di 4mila euro al mese per venti anni avrebbe subito una suddivisione tra i “vincenti” in parti uguali.

La sponsorizzazione del “gioco a premi numerici” veniva effettuata a mezzo internet e di conseguenza veniva richiesto il parere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Agcom, che riteneva che questa pubblicità commerciale era da ritenersi scorretta proprio ai sensi dei citati articoli del Codice del Consumo. Quindi, a seguito anche del parere di Agcom veniva vietata l’ulteriore diffusione della pubblicità così come effettuata e veniva imposta alla società concessionaria una sanzione di 40mila euro.

Prima dell’inizio del procedimento sanzionatorio, la ricorrente sosteneva di aver posto in essere la sostituzione del materiale informativo della campagna promozionale di cui si parla al fine di rendere ancora più chiare le informazioni dirette ai consumatori, ma il Tar riteneva che ciò che è stato dichiarato dalla ricorrente non è assolutamente fondato. E questo poiché il provvedimento sanzionato si riferisce espressamente ai messaggi pubblicitari “4.000 euro al mese per 20 anni” che sono stati modificati a partire da diverse date in base al canale di diffusione.

La violazione accertata riguarda il lasso di tempo in cui le informazioni sul gioco del blackjack gratis sono state diffuse secondo modalità che sono state ritenute ingannevoli. Quanto, poi, si può riferire alla gravità della violazione, l’Agcom ha ravvisato, unitamente alla importanza economica del ricorrente, che la pubblicità essendo stata effettuata a mezzo di internet, locandine e schede di gioco per la fase di lancio di un nuovo prodotto, ha raggiunto un numero rilevante di consumatori e ne ha potuto condizionare, di conseguenza, le scelte in un numero assai notevole.

Ovviamente, l’Autorità ha tenuto conto della cessazione di questa condotta ingannevole attraverso la modifica del messaggio pubblicitario e, per questo motivo e per questa attenuante, ha disposto la riduzione dell’importo della sanzione da 50mila a 40mila euro. Per la disparità di trattamento, poi, lamentata dalla società ricorrente rispetto ad altre diverse fattispecie oggetto dell’esercizio del potere sanzionatorio da parte di Agcom, si tratta di una doglianza irrilevante non potendosi, ovviamente, fare un raffronto tra situazioni non omogenee tra di loro. I Giudici, concludendo, ritengono la valutazione effettuata dall’Autorità nella determinazione della sanzione, applicata in modo logico e correttamente riferita a tutti i parametri normativi richiamati.