L’umbria si schiera contro il gioco d’azzardo

umbria e gioco d'azzardo

Almeno la Regione Umbria non si è completamente scagliata contro la “dettagliatissima bozza” di proposta presentata dal Governo per la riforma del settore del gioco e di quello dei migliori siti di casino, ma si è limitata inizialmente a dire che la stessa “destava parecchie perplessità”, un modo alquanto sottile per dire che la Regione non si trovava d’accordo con il contenuto di questa tanto vituperata riforma. Maria Grazia Carbonari, Consigliere Regionale in Umbria del M5S sottolinea, però, che il provvedimento del Governo “maschera”, con il pretesto di combattere il gioco problematico, il fornire uno “schermo legale a vantaggio dei gestori”, rendendo praticamente inutile anni di regolamentazioni messe sul campo dalle Regioni ed Enti locali per tutelare la fascia più debole dei propri cittadini che possono incorrere nella dipendenza da abuso di gioco.

La Regione Umbria continua ad esaminare la bozza di proposta di riforma ritenendola “così dettagliata e tecnica” che sembrerebbe far emergere “veramente” una stretta sul gioco d’azzardo, posto che nel contenuto si parla di riduzione delle apparecchiature di gioco (che però sembrano poi essere quegli apparecchi meno redditizi per i gestori) ed anche della pubblicità che, però, imperversa indisturbata sui canali sportivi, online e nelle sponsorizzazioni.

Secondo il Movimento Cinque Stelle questa bozza di riforma contiene dei “trabocchetti” che il Governo ha ben studiato e messo in pratica attraverso le “gaming halls di categoria A” con apparecchiature amusement-with-price. Traduzione per chi non ama gli inglesismi: “casinò di quartiere”, cioè spazi dedicati esclusivamente al gioco (oppure ricavati separatamente all’interno dei locali per potervi collocare le apparecchiature da scommesse).

In questo modo, questi “casinò di quartiere” sarebbero sottratti alle varie regolamentazioni ed ordinanze degli Enti Locali e non dovrebbero neppure sottostare ai “distanziometri” dai luoghi sensibili avendo… “vita propria” in virtù della concessione che lo Stato ha messo in vendita profumatamente. Qui la “sottile opposizione” della Regione Umbria diventa più marcata ed invita la Giunta ad intervenire in Conferenza Unificata opponendosi alla riforma così come strutturata dal Governo, affinchè questa non venga accolta ed invitando l’Esecutivo ad essere coerente con i propri “annunci” e prosegua in modo sempre più deciso sulla strada della prevenzione e della lotta alla dipendenza problematica da abuso di gioco.

Si sottolinea anche tutto quanto è stato messo sul campo dalla Regione Umbria che proprio pochi mesi fa ha rafforzato la sua Legge Regionale del 2014 per proseguire non in maniera “ipocrita” (come secondo il M5S sta facendo il Governo) il tamponamento delle patologie legate al gioco d’azzardo ed ai casino online legali che stanno dilagando sul territorio umbro e che hanno già provocato danni per tante famiglie che si sono trovate proiettate in questo mondo “così pericoloso e fagocitante”.

Qui, bisogna dire, che la “sottile perplessità” sulla riforma del gioco diventa certezza, laddove si puntualizza con forza da parte della Regione che va portato avanti il percorso per combattere “questo demone inarrestabile che sta distruggendo le vite di intere famiglie” e che viene alimentato via via da una pubblicità ancora pressante verso l’opinione pubblica e da una regolamentazione che per anni è risultata “latitante” oppure fortemente “lacunosa”. E qui poi si prosegue con il “discorso caro a tutti”: dietro il gioco d’azzardo esiste, sicuramente, una lobby molto potente fatta di pochi soggetti nazionali che gestiscono questo affare miliardario. Lobby nazionale che “preme sulla politica” per arrivare a “perfezionare” i propri interessi… e la politica “latita”, purtroppo da tanto, troppo tempo.