L’incoerenza del gioco d’azzardo italiano

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Il gioco d’azzardo è vietato ai minori, come l’alcol ed il tabacco lasciando perdere il discorso della droga che è vietato a chiunque minorenne o no. Quindi, nelle menti dei più si accalcano moralità e perbenismo quando si parla di gioco d’azzardo abbinato al calcio od a qualche altro sport ed a nulla di negativo quando si sono visti i Mondiali di Calcio o gli Europei sponsorizzati da qualche birra od alcoolico sempre vietati ai minori. Al gioco pubblico viene vietato di sponsorizzare la Nazionale e si chiede alla Federazione di rinunciare all’accordo. Accordo che, prevedendo la sponsorship una mera promozione di un brand, non sarebbe rivolta ad invitare gli italiani a “diventare scommettitori” sopratutto i minori ovviamente, ma semplicemente a far spostare i giocatori da un altro sito di scommesse al proprio.

Sembra, però, che questo discorso non interessi a nessuno. Ci si trova di fronte ad un “alzare di scudi” moralistico, alla indignazione mediaticizzata ed alla battaglia contro il gioco che continua ad essere un diversivo ottimo rispetto alle questioni politiche che in questi giorni infervorano tanti personaggi e che toccano, quindi, la politica del nostro Paese.

Non c’è nulla da fare, quindi, ed il mondo del gioco, anche a causa di certa stampa e di certe campagne assolutamente contrarie alla sua diffusione, seppur regolata, hanno creato veramente danni ingenti alla “sistemazione” del settore. Anche se la “buona volontà” dello stesso si può dimostrare con impegni sociali, finanziamenti e sostentamenti per opere di ristrutturazione nelle città, ed iniziative “personali del settore” per progetti studiati per la prevenzione e per la cura del gioco problematico, “l’azzardo”rimane sempre un oggetto dal quale stare lontani… anche se si può tranquillamente affermare che il nostro caro Erario non lo ha fatto in tutti questi anni ed ha attinto alla sua fonte con una dovizia ed una costanza veramente notevoli.

La diatriba che ne nasce spontanea è purtroppo sempre la stessa: da un lato si lascia fare al gioco il suo percorso, “allargato” o meno, ma non ci si “esprime” (l’Esecutivo), e dall’altro si progetta di eliminare le apparecchiature da intrattenimento. Nello stesso tempo si studia il sistema per tassare le industrie del gioco, obbligarle a cambiare il parco macchine… per poi magari successivamente “relegarle e destinarle” in sale dedicate dove pian piano “potranno forse morire in pace”… Non è incongruenza questa? Possibile che non ci si renda conto di tutto ciò che gravita intorno al gioco? Professionisti che progettano prodotti, concessionari che li acquistano, gestori che li mettono sul mercato a disposizione dei cittadini, giocatori che ne godono la presenza sul mercato ed il divertimento che ne discende, l’Erario che “guadagna” su tutto e su tutti. Più di così cosa si potrebbe o vorrebbe dire? Che l’incoerenza e l’incongruenza gravitano nelle menti dei più: di quelli che contano ed anche in quelle di coloro che contano poco, ma quello attuale è il pessimo risultato e la pessima situazione in cui si dibatte il mondo del gioco d’azzardo pubblico. Tra luci ed ombre, tra innovazione e perbenismo: ma non sarà ora di finirla e che tutti siano più sinceri e che, finalmente, per il gioco “avvenga” una vita sociale che forse si meriterebbe?