L’esecutivo non vuole imporre il diktat sul gioco d’azzardo

gioco d'azzardo in italia

Arrivati a questo punto della “trattativa” tra Stato, Regioni ed Enti Locali in Conferenza Unificata si spera di non trovarsi in un’altra situazione di stallo come quella del mese di luglio 2016, dove ogni occasione era buona per una richiesta di aggiornamento delle varie sedute. I mesi sono passati, la pazienza dell’Esecutivo è stata messa a dura prova per ciò che concerne richieste di delucidazioni e chiarimenti, gli Enti Locali stanno sempre più guardando nel “loro orticello”, gli operatori del gioco e dei casino online non hanno “più nulla da spendere” né finanziariamente, né psicologicamente.

Eppure l’Esecutivo non intende decidere da sé (come forse potrebbe), imponendo le proprie scelte, ma vuole continuare ad oltranza a cercare una strada per arrivare ad un accordo comune ed a non imporre una propria ed unilaterale decisione relativa al settore del gioco ed alla sua ristrutturazione. Insomma, il Governo non vuole imporre un suo diktat, anche se al momento la trattativa sta passando una fase alquanto difficile ed irta “di spine”.

Pier Paolo Baretta, in tante occasioni lo ha detto chiaramente: senza un accordo con gli Enti Locali non ci sarà alcuna riforma (e conseguentemente neppure alcun bando per le concessioni relative alle scommesse che tanti stanno attendendo da un bel po’, riponendo in questo speranze, progetti e quattrini). Potrebbe sembrare un atteggiamento senz’altro pregevole, ma non risolutivo: non si vedono altro che proposte e rinvii per riflettere su ogni cosa viene posta all’attenzione degli Enti Locali che si trincerano dietro “un periodo di riflessione per decidere”.

Il periodo di riflessione dura ormai da mesi… e non è poco, considerando che da queste riflessioni dipende veramente il futuro di tutto un settore, od almeno il futuro del comparto delle apparecchiature da intrattenimento. Prima o poi una soluzione bisognerà trovarla, altrimenti tutto il sistema gioco andrà a “gambe all’aria” e non ci si scontrerà solo con una infrazione nei confronti dell’Europa.

Baretta, ormai protettore del mondo del gioco, lo sa assai bene e non a caso ricorda come gli Enti Locali “sono giustamente intervenuti perché mancava una regolamentazione centrale” e che questi interventi sono stati messi sul campo per la tutela dei territori e per la salvaguardia della salute dei cittadini: ma il punto focale di tutti questi mesi di attesa è proprio questo. Se non si riesce a mettere nero su bianco questa regolamentazione in modo trasparente, la situazione resterà sempre complicata e, sopratutto, sarà assolutamente foriera di un “mare di contenzioso” con i concessionari che hanno pagato profumatamente il permesso per agire “per conto dello Stato” ma che, in pratica, non riescono più ad esplicare le proprie attività a causa delle regolamentazioni restrittive degli Enti Locali.

Non è proprio per nulla chiaro, anche per l’elenco casino online, a chi convenga continuare con questo ostracismo nei confronti di una regolamentazione che intende, e questo sembra sufficientemente chiaro, limitare -e di tanto- l’offerta del prodotto gioco sul territorio e riordinare l’offerta ritenuta alquanto eccessiva da più parti. Non interessa a nessuno e questo è veramente paradossale.

E questa sarà una situazione, tipicamente italiana, che sarà difficile spiegare al resto del Mondo, e, senza ombra di dubbio, questo scenario condizionerà tante imprese estere che sono in “affari” con il nostro mondo del gioco italiano. Imprese che con “questi chiari di luna per il futuro” faranno sicuramente marcia indietro rispetto alla possibilità di investire nel gioco e nel nostro Paese: e come dare loro torto?