Il sogno nel cassetto dei nuovi casinò

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Senz’altro è triste constatare che cinquant’anni di iniziative spesi senza alcun risultato concreto sono caduti nel vuoto. É una realtà assai dura da digerire e sono indubbiamente la testimonianza di una sorta di fallimento anche se questo non significa che, a monte, l’idea non fosse una buona idea. Ma di che cosa si sta parlando? Si vuole parlare della sospensione dell’attività dell’ANIT, Associazione Nazionale per l’Incremento Turistico, che per così tanti anni si è prodigata per lottare per l’apertura di nuovi casinò, insieme a tutti quei Comuni che da decenni avevano aderito alla speranza di riuscire, tutti uniti, a portare avanti e realizzare il sogno di aprire appunto nuove Case da Gioco e nuovi casino online sul territorio italiano.

Questo obbiettivo con gli anni è scemato e ci si è resi conto che in Italia non è attuabile visto che, nel nostro Paese, il legislatore ha fatto scelte diverse puntando più sulla diffusione del gioco, spezzettandolo in tanti punti diversi anziché concentrarlo in location dedicate come le Case da Gioco. Scelta che poi, oggi, ha portato al “disastro” che il settore del gioco pubblico sta vivendo con gli “effetti collaterali” che stanno obbligando l’Esecutivo a scelte dure come quelle derivanti dalle “imposizioni” della Legge di Stabilità 2016 prevedendo la riduzione del 30% delle apparecchiature da intrattenimento.

Visto questo panorama, a volte poteva sembrare che il Governo potesse intraprendere la strada dell’apertura di nuovi casinò sul territorio e, quindi, cambiare il proprio atteggiamento relativo alle location: se ne è parlato più volte come anche di creare un’unica società che potesse gestire questo segmento del gioco. Sempre però discorsi e proposte “sparse nell’aere” e mai concretizzate anche se il sottosegretario, Pier Paolo Baretta, ogni tanto fa sentire la sua voce in questo senso.

Ma i Comuni, che potrebbero essere i diretti interessati per questo “avveniristico obbiettivo”, ormai non ci credono più: persino quelli che hanno già avuto un casinò sul loro territorio e, quindi, si sentivano “più autorizzati di altri” a sperare in questo sbocco. Nessuno del Governo ne parla più: né in Conferenza Unificata dove sembrava si dovesse affrontare anche il discorso dei casinò tricolore, né in altro luogo. Visto che l’Esecutivo “fa orecchie da mercante” su questo discorso, viene meno lo scopo di una associazione che ha proposto in tutti questi anni le argomentazioni per arrivare all’obbietivo di nuove aperture di Case da Gioco, ma argomentazioni che evidentemente non hanno convinto le istituzioni.

La decisione più congrua, dopo tanti anni di impegno e dopo aver trovato la lista casino online, è quindi la sospensione dell’attività di ANIT, ma non di uno scioglimento, sperando che nei prossimi mesi ci sia nuovamente bisogno dell’apporto dell’esperienta di questa associazione che così tanto ha dato al mondo del gioco. Questo, ovviamente, significherebbe che il Governo avrà finalmente raggiunto l’obbiettivo di riformare il gioco pubblico ed anche, probabilmente, avviato il riordino normativo del segmento dei casinò che fa parte della proposta sottoposta alle Regioni ed agli Enti Locali.

Quello che non si riesce, ancora oggi, a capire è se il Paese Italia ha bisogno di nuovi casinò oppure solo di una riforma di quelli già esistenti: quello che è assolutamente sicuro è che i giocatori vorrebbero sempre di più avere a disposizione luoghi in cui giocare con tranquillità, serenità ed accoglienza e sembra che queste tre qualità siano proprio raggruppate nelle Case da Gioco: quindi, cosa si aspetta?