I comuni italiani contro il gioco d’azzardo

comuni e gioco d'azzardo

Non si capisce, ancora oggi, dopo tanta strada fatta dal mondo del gioco d’azzardo in questi anni, come possano i vari Enti Locali non tenere in considerazione, per prima cosa, le esigenze del settore, e di ciò che vi gravita attorno, come industrie di produzione e risorse impiegate in questo grosso settore. Quando emettono ordinanze di ogni tipo lo fanno “in modo scriteriato”, procedono imperterriti nel loro percorso “no slot”, anche se a volte cercano di regolamentare una materia senza averne una competenza precisa. Ogni Comune, così facendo, diventa una repubblica a sé e cerca di salvaguardare il proprio territorio ed i propri cittadini ed, in virtù di questa “sacra battaglia”, abbatte “con la scure” qualsiasi cosa si stagli davanti alla propria vista… se è il gioco ancora meglio.

È un dato di fatto che da parte delle varie amministrazioni e della politica in generale ci sia un atteggiamento assolutamente contrario al gioco. Certamente, sopratutto in questo periodo, non fa comodo ad alcun politico schierarsi dalla parte del buon senso e non da quella che “fa raccattare” qualche voto in più a discapito della vita di aziende e risorse. Solo quando esiste una sorta di dialogo tra settore del gioco e politica e si fa presente che il gioco lecito tutela il gioco sano, l’occupazione di risorse e procura allo Stato importanti gettiti impensabili per qualsiasi altro settore, sembrano propensi a considerare le richieste degli operatori.

Ma il risultato finale poi qual’è? Il falso moralismo prende il sopravvento e, quindi, “suggerisce” la convenienza a schierarsi contro il gioco ed a diventare “no slot” quasi per forza! E non si deve dimenticare che, politicamente, ci si trova in “zona referendum” e, quindi, chi avrà la convenienza a schierarsi e toccare temi così scomodi come il gioco ed a sciupare anche una sola frase a suo sostegno? Nessun politico, che “rispetti” questo nome, può assumersi la responsabilità di un così “insano gesto” e così si continua a legiferare “ognuno sul proprio orticello” e così si prosegue…

Certamente, si aspetta “il verbo” della Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali sperando sempre che non continui a slittare anche dopo il 20 ottobre: la situazione si presenta scoraggiante viste le premesse di questi mesi e si teme che le “repubbliche” che emettono ordinanze continuino a crescere visto che sono arrivate a numeri “indicibili”. I colloqui e gli incontri con i rappresentanti dei Comuni, e quelli del settore del gioco, continuano: apparentemente sono anche presi in considerazione, ma poi non cambia mai nulla.

Al “finto ascolto” che le Amministrazioni sembrano dare agli operatori seguono le ordinanze restrittive senza tenere in alcun conto quello che si è detto. Qualche risultato lo sta ottenendo il progetto di As,Tro “Un gioco buono anche per il territorio”, ma non ci si deve assolutamente illudere visto che per un Sindaco che segue l’idea altri “mille” continuano a schierarsi per il “no slot”. Al momento, però, sembrerebbe proprio che non vi sia la volontà politica di fare retromarcia e se lo Stato intende proseguire nel suo “vecchio percorso” di astenersi dal decidere ancora per un po’, e lascia fare ordinanze sempre più restrittive agli ottomila Comuni italiani, diventerà impossibile trovare una soluzione.