Bergamo continua la battaglia al gioco d’azzardo

bergamo e gioco d'azzardo

Si è già detto che la Regione Lombardia è una di quelle “entità” che più di tutte le altre si impegna per “combattere”contro il gioco e con tutti i mezzi che può avere a disposizione: persino ordinanze “differenziate” tra apparecchiature da intrattenimento e la vendita di gratta & vinci. Si è anche riferito dei risultati che questo territorio ha ottenuto, o quanto meno dei numeri che si sono voluti far passare ai “normali cittadini”, ed alla forza che la “paladina” del “no slot”, l’assessore Viviana Beccalossi, mette nell’impegnarsi a diffondere questi risultati eclatanti.

Il dovere di chi scrive è quello di riferire ed anche, a volte, di non commentare le esternazioni di questo assessore che sembra veramente “indiavolato” contro il gioco: ma tant’è. Se ne prende atto, si riferisce e meno male che vi sono altre Regioni in cui il gioco pubblico non viene così demonizzato e convive “pacificamente ed allegramente” con cittadini responsabili che con le attività ludiche si vogliono cimentare e divertire. Meno male, quindi, che ogni tanto “non tutto il mondo è Paese”. ora si cerca di riferire cosa succede, sempre in Lombardia, nella città di Bergamo, dove si sa, il gioco non è certamente ben accetto.

Il Sindaco della città ha emesso un regolamento, come detto “differenziato” che “contempla statuizioni precise e puntuali volte a differenziare la disciplina tra alcuni giochi leciti ed altri che rientrano nella sua sfera di operatività”. Il Tar Lombardia ha respinto il ricorso di una società di gioco contro l’ordinanza del Comune di Bergamo sugli orari di esercizio delle sale Vlt, scommesse e giochi, degli orari di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento e di vendita di gratta & vinci, emessa nello scorso mese di giugno. I Giudici del Tar argomentano la loro decisione sottolineando che “l’omessa impugnazione del regolamento refluisce sulla possibilità di muovere censure avverso le previsioni ivi racchiuse”: praticamente, non è stata contestata la differenziazione di escludere alcuni giochi dal raggio della nuova disciplina.

Le argomentazioni della decisione dei Giudici del Tar Lombardia non si esauriscono così, ma vengono anche ampliate aggiungendo che la società ricorrente non ha illustrato sufficientemente il “periculum in mora” decadendo, conseguentemente, dal requisito per conseguire una misura cautelare ed in più: al regolamento della Città di Bergamo sono stati allegati il rapporto dettagliato sull’intensità, costi e ricadute del gioco d’azzardo pubblico sul territorio della provincia che ha portato alla conseguente ordinanza di effettuare “intervalli obbligati” per chiudere il gioco all’accesso degli utenti, a salvaguardia della salute dei cittadini ed il benessere del territorio.

Tali “intervalli” sono stati ritenuti legittimi dal Tar e si sono riservati ulteriori approfondimenti da effettuare in seguito. Si attende nel contempo, la pronuncia del medesimo Tar della Lombardia su di un ricorso presentato sempre contro questa ordinanza del Comune di Bergamo dal Sindacato dei tabaccai, Sts-Fit. Anche se questo ricorso, si teme, od almeno “temono coloro che amano il gioco d’azzardo pubblico, segua il destino del ricorso di un’altra associazione, la Sapar, intervenuta anch’essa a difesa dei suoi iscritti. Ricorso respinto con la motivazione che l’associazione non può intervenire in giudizio “ a favore di terzi”: spiegazione proprio terra terra per far comprendere ai più che i vari enti, che tutelano gli operatori del gioco, hanno “veramente pochissima voce in capitolo”.