A Londra si studia il gioco d’azzardo italiano

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Se qui nel nostro Paese e sul nostro territorio, il gioco d’azzardo pubblico è visto come un “demone” e come il “male di questo secolo”, all’estero… ovviamente non è così. La regolamentazione e lo sviluppo di questo settore è ancora in grado di suscitare un interesse enorme nel resto del Mondo sia in termine di “affari”, ma anche in termini di regolamentazione, posto che la nostra regolamentazione (italiana) può essere servita ad altri Stati che hanno introdotto il gioco ed i migliori casino online dopo di noi sul loro territorio oppure che stanno, oggi, legalizzando il settore ludico.

Il “resto del Mondo” ha capito, mentre il nostro Paese è ancora incerto su questo, che l’obbiettivo del gioco pubblico è quello di arginare la diffusione del gioco illegale e di far emergere una economia “nascosta”, del tutto incontrollata che viene alimentata dalla circolazione di una quantità di danaro alquanto ingente che, altrimenti, andrebbe destinata direttamente ai “paradisi fiscali”: e questo quando si parla prevalentemente del gioco online.

Quello che accade nei Paesi democratici si concretizza con l’atteggiamento che ha avuto anche il Paese Italia in cui lo Stato (e la politica) quando funziona, di fronte al dilagare di un qualsiasi fenomeno illecito che genera evasione fiscale, e sopratutto che rende malsano ed insicuro il territorio mettendo a repentaglio l’incolumità dei propri cittadini, introduce una regolamentazione che possa “inquadrare” quel fenomeno, limitandolo con paletti e normative ben definite e chiare: mai in alcuno Stato si sono ottenuti “buoni risultati” addentrandosi nel pantano del proibizionismo.

Sono stati i risultati ottenuti dalla legislazione e dalla regolamentazione del “nostro” gioco d’azzardo pubblico che hanno ispirato per la seconda volta l’Italian Briefing, il seminario che si è tenuto alla Fiera di Londra Ice Totally Gaming, dedicato proprio al gioco pubblico italiano che viene preso come modello per via della sua capacità di arrivare ad un obbiettivo ambizioso come quello di limitare fortemente l’offerta illegale.

I risultati a cui è arrivata la regolamentazione del nostro gioco pubblico ha “convinto” anche quei Paesi che erano particolarmente ostili nei confronti del settore, e che avevano di conseguenza applicato divieti piuttosto netti, ad introdurre ora una legislazione specifica legata a questa attività: così Olanda, Germania, Svizzera ed anche Stati Uniti si sono ritrovati a regolamentare il gioco visto che regolamentare ottiene molti più risultati che non il proibire ed il vietare.

Ovviamente, in ogni Stato è diversa la realtà con la quale ci si deve confrontare e decidere quali possano essere i paletti da “piantare” per evitare le “spiacevoli conseguenze” che si possono concretizzare con l’abuso del gioco e dei casino online con bonus. Forse è proprio qui che il nostro Paese ha mancato ed è proprio per questo, molto probabilmente, che ci si ritrova a “combattere battaglie” tra Stato ed Enti Locali, cosa che sta causando tanti problemi non solo al settore del gioco, ma al Paese in senso generale. E questo significa che se non si riuscisse a procedere con i bandi di gara per il rinnovo delle concessioni (che tanti addetti al lavoro stanno aspettando con ansia) forse l’Italia potrebbe incorrere in qualche sanzione nei confronti dell’Europa in un momento assolutamente poco favorevole in termini di politiche comunitarie.